Hachiko: la vera storia del cane più fedele del mondo

28 mag 2026

Aggiornato il 14 ottobre 2026

In breve: Hachiko era un cane di razza Akita, nato nel novembre 1923 vicino a Ōdate, in Giappone. Il suo padrone, il professor Hidesaburō Ueno, morì improvvisamente il 21 maggio 1925. Per quasi dieci anni Hachiko tornò quasi ogni giorno alla stazione di Shibuya, a Tokyo, all'ora in cui il professore rientrava. Morì l'8 marzo 1935, a 11 anni. La sua statua, davanti alla stazione, è diventata un simbolo mondiale di fedeltà, e la sua storia ha ispirato il film Hachiko - Il tuo migliore amico (2009) con Richard Gere.

1923nascita vicino a Ōdate
≈ 10 annidi attesa a Shibuya
1934statua inaugurata, in sua presenza
8 marzo 1935morte, a 11 anni

Chi era Hachiko?

Hachiko nasce intorno al 10 novembre 1923 in una fattoria vicino a Ōdate, nella prefettura di Akita, nel nord del Giappone. Nel gennaio 1924 il cucciolo viene mandato a Tokyo da Hidesaburō Ueno, professore di agronomia all'Università Imperiale di Tokyo e grande amante dei cani.

Il suo nome viene da hachi (八), «otto» in giapponese; il suffisso -kō è un termine affettuoso, diventato comune dopo la sua fama. Si racconta che le sue zampe anteriori ricordassero la forma di quel numero, ma l'origine esatta del nome resta discussa.

Fotografia d'epoca di Hachiko, Akita dal mantello chiaro, seduto

Perché Hachiko aspettava alla stazione di Shibuya?

Ogni giorno il professore prende il treno alla stazione di Shibuya per andare all'università, e Hachiko va ad accoglierlo al ritorno. Il 21 maggio 1925 Ueno muore improvvisamente per un'emorragia cerebrale durante la giornata di lavoro. Non tornerà mai più.

Hachiko viene affidato a diverse persone vicine alla famiglia, poi al giardiniere, Kikusaburō Kobayashi, che abita a una ventina di minuti a piedi dalla stazione. Da lì, il cane torna quasi ogni giorno a Shibuya, all'ora dell'arrivo del treno. Lo farà per quasi dieci anni. I dipendenti della stazione e i commercianti finiscono per dargli da mangiare e prendersi cura di lui.

Fedeltà o abitudine? Gli studiosi del comportamento ricordano che i cani sono molto sensibili alle routine e ai luoghi associati a una persona amata. Che ci si veda lealtà o attaccamento a un rituale, la storia mostra la forza del legame tra un cane e il suo umano.

Cronologia: dalla nascita alla leggenda

  • Nov. 1923Nascita vicino a Ōdate (Akita).
  • Gen. 1924Arrivo a Tokyo dal professor Ueno.
  • 21 maggio 1925Morte improvvisa del professore. Inizia l'attesa.
  • 1931La razza Akita viene dichiarata «monumento naturale» del Giappone.
  • 4 ott. 1932Un articolo del quotidiano Asahi Shimbun fa conoscere la sua storia in tutto il Paese.
  • 21 aprile 1934Inaugurazione della sua statua in bronzo davanti alla stazione, opera di Teru Andō, alla presenza di Hachiko.
  • 8 marzo 1935Hachiko muore in una strada di Shibuya, a 11 anni.
  • 1948La statua, fusa durante la guerra, viene rifatta da Takeshi Andō, figlio del primo scultore.
  • 2015All'Università di Tokyo viene inaugurata una statua che raffigura il ricongiungimento tra Hachiko e il professore.

Vero o falso: cosa si racconta su Hachiko

Hachiko ha aspettato il suo padrone per esattamente 10 anni.

FALSOQuasi: da maggio 1925 a marzo 1935 sono 9 anni e 10 mesi.

Hachiko era presente all'inaugurazione della sua statua.

VEROSì, il 21 aprile 1934, quasi un anno prima della sua morte.

È morto per aver ingoiato degli spiedini di yakitori.

FALSONel suo stomaco sono stati effettivamente trovati degli spiedini, ma un'analisi dei suoi organi pubblicata nel 2011 ha mostrato che soffriva di un cancro e di una forte infestazione di vermi cardiaci (filariosi).

Si può ancora vedere Hachiko oggi.

VEROÈ stato imbalsamato ed è esposto al Museo nazionale della natura e della scienza di Tokyo. Una parte dei suoi resti riposa nel cimitero di Aoyama, vicino alla tomba del professore.

Il film Hachiko - Il tuo migliore amico racconta la storia così com'è andata.

DIPENDEÈ un adattamento americano (2009) che sposta la storia in una piccola città degli Stati Uniti. Il film giapponese Hachikō Monogatari (1987) è più fedele ai fatti.

Dove vedere la statua di Hachiko?

  • Stazione di Shibuya, Tokyo: la statua più famosa, davanti all'uscita che porta il suo nome («Hachikō-guchi»). È uno dei punti d'incontro più noti del Giappone. Ogni anno, l'8 marzo, si tiene una cerimonia.
  • Stazione di Ōdate: la sua città natale gli rende omaggio con diverse statue.
  • Università di Tokyo: dal 2015 una statua mostra Hachiko che salta verso il professor Ueno.

L'Akita Inu, la razza di Hachiko

L'Akita è un cane di tipo spitz originario del nord del Giappone, possente, con la coda arrotolata sul dorso. È noto per essere calmo, riservato con gli estranei e molto legato alla sua famiglia. È anche un cane indipendente, che richiede un'educazione coerente e una socializzazione precoce. Grazie a Hachiko, la razza è diventata famosa in tutto il mondo.

Un Akita in passeggiata: è un cane forte, spesso poco incline a camminare al piede. Una pettorina antitiro a Y in taglia L o XL aiuta a mantenere il controllo senza pressione sul collo.

Domande frequenti

Hachiko è una storia vera?

Sì. Hachiko è esistito davvero: è nato nel 1923, ha vissuto a Tokyo dal professor Ueno e lo ha aspettato alla stazione di Shibuya dopo la sua morte, dal 1925 al 1935. La sua storia è documentata dalla stampa giapponese dell'epoca.

Per quanto tempo ha aspettato Hachiko?

Circa 9 anni e 10 mesi, dalla morte del professore il 21 maggio 1925 fino alla sua morte l'8 marzo 1935.

Di cosa è morto Hachiko?

Secondo un'analisi pubblicata nel 2011, soffriva di un cancro e di un'infestazione di vermi cardiaci. Gli spiedini trovati nel suo stomaco non sono la causa della sua morte.

Dove si trova la statua di Hachiko?

Davanti alla stazione di Shibuya, a Tokyo, all'uscita Hachikō. Altre statue si trovano a Ōdate, la sua città natale, e all'Università di Tokyo.

Quale film racconta la storia di Hachiko?

Hachikō Monogatari (1987), film giapponese di Seijirō Kōyama, e Hachiko - Il tuo migliore amico (2009), remake americano di Lasse Hallström con Richard Gere.